Venerdì, 15 Dicembre 2017

La Società 

 

Fondato nel 2006, il Triathlon Duathlon Cremona si sta avvicinando al decennio senza però invecchiare, il continuo ricambio generazionale e l’entusiasmo che ha contraddistinto i soci fondatori prosegue senza mai fermarsi.

Da quel 12 marzo del 2007, data dell’ esordio della squadra al Duathlon Sprint di Manerba, sono state calpestate molte Zone Cambio dagli atleti del TDCR e molte saranno quelle che attraverseremo per gli anni a venire.

La squadra adesso capitanata dal Presidente Mariano Mariotti e dal suo vice Ilaria Iazzi ha grandi progetti per il futuro, grazie ad una passione sempre viva e crescente, si aggiungono nuove leve, che ci inorgogliscono concludendo insieme a noi le loro prime gare di Running e Triathlon.

Facciamo del nostro punto di forza la definizione “Happythlon” che è la nostra filosofia nello sport, un’approccio alla disciplina leggero e spensierato e coinvolgente per sempre più persone.

La voglia di incentivare chi non ha mai provato la multidisciplina sfocia nell’organizzazione del Duathlon Sprint del Torrazzo che oramai giunto alla sesta edizione vanta due anni di sede del Campionato Regionale Lombardo di categoria, nonché già sede di prima tappa della Coppa Lombardia a squadre.

Grazie ad alcuni soci, impegnati nel sociale, le attività il TDCR non è solo Triathlon, Running e ciclismo ma le attività sportive si sono aperte alla promozione di eventi per ragazzi con disabilità. La partecipazione di alcuni atleti nella qualifica di spingitori di “carozzine” durante le mezze maratone è diventata oramai un’attività fissa.

Ma anche nell’organizzazione di eventi il Triathlon Duathlon Cremona ha fattivamente collaborato al progetto “Think Town”, pensato per coinvolgere in attività sportiva coordinata di nuoto in piscina e corsa, una sorta di aquathlon  progettato per giovani affetti da difficoltà cognitive.

Ci piace citare questa frase che, anche se non nostra, un po ci appartiene: “ La vera accoglienza ed integrazione delle persone con disabilità si realizza se e laddove si crea una Società sportiva davvero inclusiva, cioè dove nessuno viene escluso a causa del suo stato fisico o intelettivo-relazionale”.